DEVIAZIONI DOLOROSE: L'ALLUCE
"VALGO"
Aumentano i casi di Alluce Valgo. Le
donne sono colpite 10 volte di più degli uomini. La deformazione fa
soffrire, ma può anche compromettere la funzionalità di ginocchio e colonna
vertebrale.
Quasi un adulto su tre, stando a dati
recentemente pubblicati su JAMA, la rivista dell’Associazione dei medici
americani, soffre di alluce valgo, un disturbo che nei Paesi
industrializzati è tra le cause principali di intervento chirurgico
ortopedico. A patirne sono in particolare le donne - 10 volte più degli
uomini - complici le calzature con tacco a spillo e punta molto stretta.
“Per alluce valgo”, spiega Ernesto
De Santis, direttore della Scuola di specializzazione di ortopedia e
traumatologia del Policlinico Gemelli, di Roma, “si intende una
deformità per cui l’alluce devia verso le altre dita del piede giungendo.
nei casi più gravi a sovrapporsi al secondo e al terzo dito, con conseguenze
estetiche, ma soprattutto funzionali invalidanti. A causa della lussazione
dei sesamoidi (due ossicini che fungono da binari per l’articolazione
dell’alluce) la deviazione laterale del primo dito provoca una borsite da
sfregamento contro la scarpa, cioè un’infiammazione caratteristica e molto
dolorosa detta familiarmente “cipolla”. A lungo andare, lo squilibrio
prodotto nell’assetto del piede dallo spostamento dell’alluce può portare a
lesioni ossee e articolari, a callosità e ulcerazioni nella parte anteriore
del piede tali da provocare un dolore cosi intenso da impedire l’uso di
calzature o, nei casi più gravi, l’appoggio del piede. Inoltre, la
deformazione progressiva del piede, oltre a generare dolori, determina un
appoggio alterato che può avere ripercussioni serie su altre strutture,
quali ginocchia, anche e colonna vertebrale”.
Cause diverse
Le cause dell’alluce valgo sono
molteplici e non ancora del tutto chiarite. La principale sembra essere di
tipo meccanico: un sovraccarico e instabilità della parte anteriore del
piede che deriva da una curvatura ridotta della pianta (piede
piatto).
Altre cause possono risiedere in eventi traumatici non curati in modo
adeguato, in fenomeni infiammatori, disturbi della postura, debolezza a
livello dei muscoli e dei legamenti del piede.
Calzature adatte
“Si distinguono forme congenite che si
manifestano in giovane età”, spiega De Santis, “e forme acquisite che
compaiono più avanti nel tempo, in modo caratteristico nelle donne con più
di cinquant’anni, e che in genere sono dovute all’uso di scarpe a punta
stretta e col tacco alto. Per questo. Per questo, il primo provvedimento è
il cambio di calzature: sono indicate quelle a pianta larga e con tacco
basso, massimo quattro o cinque centimetri, prive di cuciture o di tomaia
troppo rigida, che provocano compressioni”. “Se non basta ad alleviare il
dolore – prosegue lo specialista – si può ricorrere a plantari o a
calzature ortopediche: ne esistono di
diversi tipi, ma hanno tutti la funzione di raddrizzare l’alluce ed evitare
un sovraccarico della parte anteriore del piede. Anche la fisioterapia è
indicata. Ma si tratta di palliativi, in grado di rallentare l’evoluzione
del processo senza farlo regredire. Nei casi più gravi, infatti, quando il
dolore diventa insostenibile, non resta che ricorrere al bisturi”.
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ANGOLAZIONE ANOMALA
L'alluce valgo "piega" verso
le altre dita del piede.
Il primo rimedio è adottare
scarpe a pianta larga e con tacco non più alto di quattro o cinque
centimetri. |
La Chirurgia - "Cento modi per darsi
una raddrizzata"
L’esame radiografico permette di
quantificare l’ampiezza in gradi della deviazione ossea e pertanto di
programmare l’intervento chirurgico più appropriato: ogni alluce valgo,
infatti, può essere differente dagli altri e l’età, il sesso, l’attività
sportiva del paziente sono da tenere in conto per valutare la strategia
dell’intervento. “Sono state messe a punto più di 100 tecniche chirurgiche
per l’alluce valgo”, spiega il professor De Santis. “Tutte però, sono in
sostanza riconducibili a due procedure:
1. a prima è detta "osteotomia di
direzione"; consiste nel ridare il corretto orientamento al primo osso del
metatarso (il gruppo di cinque ossa che costituiscono la parte anteriore del
piede) ed è usata soprattutto per le forme familiari, che compaiono in
giovane età, già a venti anni.
2. e il disturbo è presente da molto
tempo (in tal caso tutto l’alluce è deformato ed è compromessa anche la
parte anteriore del piede, che non appoggia più in modo corretto), si
procede invece resecando la base della prima falange dell’alluce,
accorciando in questo modo il dito e riposizionando i sesamoidi. In ultimo,
si elimina il tessuto osseo in eccesso a livello della sporgenza della
borsa.
In entrambi i casi la permanenza in
sala operatoria è breve, oscillando dalla mezz’ora ai tre quarti d’ora.
L’intervento può essere fatto in day hospital, ma di solito sono necessari
un giorno e una notte di permanenza in ospedale. I tempi di recupero sono
variabili a seconda del tipo di intervento, ma è sempre possibile lasciare
l’ospedale con le proprie gambe, utilizzando una calzatura apposita che
scarica il peso del corpo sul calcagno. La ripresa delle normali attività
avviene, in genere, entro due o tre mesi dall’intervento".
(da “CORRIERE SALUTE – Medicina”
ottobre 2001)