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IL PIEDE E LA POSTURA
 
 
 

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Il piede è un capolavoro unico d’architettura, o meglio di   biomeccanica, e se si   pensa che con le sue 26 ossa, 33  articolazioni, 114 legamenti, 20 muscoli e 250.000  ghiandole  sudorifere presieda alla stabilizzazione eretta, alla propulsione ed  al   movimento, all’adattamento nella marcia sul terreno e alla  coordinazione della   postura; ed è proprio quando vi sono  alterazioni posturali che emergono disordini  che potremo definire  da sovraccarico.

Per meglio capire l’importanza di una corretta “ postura” esaminiamo la struttura  del  piede; esso si divide in tre parti:

1) Avampiede - formato dalle dita e dai metatarsi;

2) Mesopiede - formato dalle ossa che si trovano in mezzo al piede;

 3) Retropiede - la parte terminale, di cui il calcagno è il pilastro.

I piedi sono costituiti inoltre da un arco longitudinale e da uno  traverso che  consentano un efficace scarico del peso.

Il piede è collegato alla gamba dai legamenti che congiungono la  caviglia alle ossa   lunghe e al tendine d’Achille che risale la parte  posteriore della gamba, in modo  da   legare i muscoli del polpaccio  al calcagno.

Mentre ci muoviamo, dalle dita al polpaccio si mette in azione una  fitta rete di   muscoli, ossa ed altri tessuti e, per accorgerci del loro  funzionamento basta   voltare  le dita dei piedi verso l’interno.

Ecco perché un’appoggio scorretto si ripercuote non solo sul piede, ma anche  sul  ginocchio e sulla colonna vertebrale, determinando  delle tensioni che  possono  essere causa di dolori quali cefalea,  sciatalgia, mal di schiena e dolore  alle gambe, ed  è per questo  motivo che si dà grande importanza alla postura.

Per un'approfondita valutazione della postura, oggi, ci si avvale di  raffinati e  sofisticati sistemi dell'informatica, come : l’esame   baropodometrico (lo studio della  marcia); - l’esame stabilometrico  (rilievo delle condizioni d’equilibrio); - l’esame   posturografico che  evidenzia la funzionalità articolare, l’efficacia neuromuscolare e  permette di quantificare la patologia da sovraccarico dei piedi e  soprattutto permette  di fornire dati utili alla formazione dei plantari  personalizzati.

Il plantare è il supporto migliore per prevenire e correggere  determinate patologie che alterano la postura, questo ovviamente  se non ci si trova in presenza di necessità  chirurgica.  Personalmente, e quando abbiamo spazio decisionale, seguiamo la  scuola  di Antonio Viladot, professore di Barcellona, che tende al  massimo rispetto dell’anatonomia e della biomeccanica del piede,  conservandone il più possibile le  strutture anatomiche e le  condizioni statico-dinamiche.